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Notizie da Lavagna e dintorni

Lavagna

Lavagna

16Giu

Lavagna 3Lavagna è situata nel cuore della Riviera di Levante, a 49 Km da Genova. Vive soprattutto di turismo grazie principalmente alla sua posizione geografica: affacciata sulla sponda dell’Entella e situata in una suggestiva cornice di colline ricoperte di ulivi, pini e castagni discendenti verso il mare dove una spiaggia sabbiosa si estende rettilinea per 5 km, la più lunga della Riviera di Levante.Il centro abitato è attraversato dal Carruggio (via Roma) che si apre sulla meravigliosa Piazza Marconi, dominata dalla basilica di S.Stefano e dall’elegante Porticato Brignardello. Lavagna è la città dei Fieschi, potente famiglia nobile che, in competizione con i genovesi Doria, ha tracciato la storia della Liguria ai tempi del Medio Evo. Bellezze di Lavagna da menzionare sono la Torre del Borgo, la chiesa di S. Giulia di Centaura, Casa Carbone, Villa Spinola-Grimaldi e l’Oasi Faunistica dell’Entella. Lavagna è anche la città dell’ardesia; qui fu estratta per la prima volta oltre un millennio fa, e diffusa in tutto il mondo.

Geografia fisica

La cittadina si sviluppa nella piana alluvionale sinistra del fiume Entella lungo la costa della Riviera ligure di levante, nel Tigullio orientale. Ubicato ad est di Genova, l’odierno abitato si sviluppa, oltre allo storico insediamento medievale, lungo il suo entroterra chiuso a monte da una serie di colline coltivate prevalentemente ad uliveti.

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle quattro frazioni di Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura e Sorlana per un totale di 13,88 km2. Confina a nord con i comuni di Cogorno e Ne, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Chiavari e ad est con Ne e Sestri Levante, da cui è divisa dalle gallerie di Sant’Anna.

Lavagna 2

Storia

Il borgo, a differenza della vicina Chiavari che presenta evidenze pre-romane, pare essersi sviluppato in epoca romana con il nome latino di Lavania. Il nome è rimasto nei secoli inalterato fino a trasformarsi nei secoli successivi nell’attuale toponimo di Lavagna.

Secondo fonti storiche locali in epoca longobarda venne affidata ai monaci dell’abate irlandese san Colombano, i quali, sotto la direzione dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, ne promuoveranno lo sviluppo.

Contea dei carolingi e soggetta successivamente ai vescovi di Genova, fu roccaforte feudale del nascente ramo nobiliare della famiglia dei Fieschi creando, fino al 1198, una sorta di indipendenza giurisdizionale e politica da Genova. Questa famiglia, che avrà come sede il vicino borgo di San Salvatore di Cogorno, costruirà un vasto dominio nobiliare nel levante ligure ed entroterra chiavarese.

Durante il medioevo innumerevoli furono gli scontri politici per il dominio di questa parte del levante ligure tra i Fieschi e la Repubblica di Genova che aveva nella vicina Chiavari una sempre fedele alleata e un caposaldo difensivo di confine. Sicuramente i più forti antagonisti della famiglia fliscana si rivelarono i Doria, signori della repubblica genovese. Quando il borgo si costituì in libero comune, intorno al XII secolo, i signori fliscani continuarono – nei limiti – a svolgere il compito amministrativo e politico della cittadina. Nel XIV secolo, con l’assorbimento dei Fieschi nella più alta nobiltà genovese, si avviò un progressivo ridimensionamento dei domini lavagnesi.

Nel 1564 fu saccheggiata dall’ammiraglio turco Dragut, subendo devastazioni come in altre vicine località della costa del Tigullio già colpite dal “pirata saraceno” negli anni prima.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte la costituita municipalità rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell’Entella, con capoluogo Chiavari, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lavagna rientrò nel II cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dell’Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell’Entella nella Giurisdizione dell’Entella. Annessa alPrimo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserita nel Dipartimento degli Appennini con capoluogo ancora Chiavari.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nell’VIII mandamento omonimo del circondario di Chiavari dell’allora provincia di Genova. Con regio decreto del 12 maggio 1889 fu elevata al titolo di Città.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

  • Basilica collegiata di Santo Stefano nel capoluogo. Sede pievana dal X secolo e collegiata dal 1610, l’odierna chiesa fu ricostruita intorno al 1653 sotto la direzione dell’architetto ticinese Giovanni Battista Ghiso. I due campanili laterali della facciata furono completati nel 1657: a sinistra il campanile della parrocchia con il suo concerto di 8 campane e a destra quello del comune con la campana civica. Alle spalle della chiesa è ubicato il monumentale cimitero che, per le sue sculture funebri, è considerato uno dei più pregevoli e importanti del territorio.
  • Santuario di Nostra Signora del Carmine nel capoluogo. L’attuale edificio fu costruito tra il 1617 e il 1631 ad opera dei Carmelitani scalzi. Riaperta al culto religioso nel 1806, dopo la soppressione e allontanamento dell’ordine religioso per i noti decreti napoleonici, subì notevoli interventi di restauro e rifacimento nel 1835. L’annesso convento, oggi di proprietà comunale, è la sede della biblioteca civica “Giovanni Serbandini Bini”.
  • Santuario di Nostra Signora del Ponte nel capoluogo. Deve il suo nome al fatto di essere stata costruita ai piedi di un antico ponte in legno (trasformato in pietra per opera di Ugo Fieschi) che attraversa l’Entella. La sua storia e quella del ponte procedono di pari passo per molto tempo. Inizialmente i Fieschi fecero collocare sul ponte un altare con l’effigie di sant’Erasmo; successivamente fu edificata una cappella e gli stessi signori fliscani fecero sostituire l’immagine del santo con un quadretto raffigurante la Madonna. Su quella costruzione, più volte rimaneggiata, fu riedificata e consacrata nel 1492 l’attuale chiesa, ad una sola navata. Sul prospetto è visibile un grande affresco della Madonna della Misericordia; l’opera di Lorenzo Fasolo è stata recentemente restaurata. Il campanile, in stile simil gotico, raggiunge i 40 metri di altezza e ospita un concerto di 8 campane in RE. La chiesa fu particolarmente cara alla famiglia Savoia; la regina Margherita la visitò personalmente e le donò alcuni paramenti sacri; l’evento è ricordato in un affresco sopra la porta d’ingresso.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre della Chiesa nel capoluogo. Edificata nel 1974 e dedicata l’8 settembre del 1977, fu smembrata dalla parrocchia di Santo Stefano nel 1967 e creata parrocchia autonoma il 22 agosto del 1968. All’interno sono conservati una statua in legno policroma della Madonna, datata alla fine del XVIII secolo e restaurata nel 1980, un crocifisso in legno di noce ed una Via Crucis dello scultore lavagnese Francesco Dallorso.
  • Oratorio della Santissima Trinità nel capoluogo. Situato in prossimità del centro storico lavagnese e risalente al XV secolo, l’oratorio fu nei secoli sede della locale confraternita della Santissima Trinità operante nell’assistenza ai poveri, al riscatto degli schiavi e alle funzioni liturgiche dei defunti; ancora oggi sono conservati gli scranni lungo le pareti dove si sedevano i confratelli durante le riunioni. All’interno sono custoditi una decina di cristi processionali, tra cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano, diversi dipinti del pittore Luca Cambiaso e un organo del XVIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Barassi. In origine dedicata a san Eufemiano, così come attesta una bolla pontificia di papa Innocenzo VIII, la comunità parrocchiale fu assegnata ai padri olivetani diQuarto dei Mille, i quali, nel 1660, costruirono l’odierno edificio parrocchiale.
  • Chiesa parrocchiale della Santissima Concezione nella frazione di Cavi di Lavagna. Costruita nel 1757 e decorata da marmi lavorati, fu anticamente succursale della vicina parrocchia di Santa Giulia di Centaura. Fu nel 1797 che venne resa indipendente da quest’ultima dall’arcivescovo di Genova monsignor Giovanni Lercari.
  • Chiesa di Gesù Risorto nella frazione di Cavi di Lavagna, nella località di Arenelle.
  • Chiesetta di San Eufemiano nella località di Cerreto. Antica parrocchiale della località, succursale della parrocchiale di Barassi, è citata in alcuni documenti storici del XIII secolo e fu eremo dei monaci benedettini olivetani. Caduta successivamente in disuso, fu rimaneggiata nel 1987. La piccola chiesa, posta a 250 metri s.l.m., è raggiungibile a piedi attraverso un apposito sentiero.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Giulia di Centaura nella frazione omonima. La parrocchiale, secondo alcune fonti, conserva le reliquie di santa Giulia portate nel 1724.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Sorlana. Fu inizialmente sottoposta ai territori della diocesi di Brugnato e in seguito aggregata alla comunità parrocchiale di Santa Giulia. Nel 1909 acquisì una propria autonomia e fu creata rettoria con decreto vescovile di monsignor Fortunato Vinelli della diocesi di Chiavari datato al 31 agosto.

Architetture civili

  • Palazzo Franzoni. Il palazzo, eretto nel 1696 e oggi sede del municipio, è considerato uno dei più importanti e celebri nel panorama lavagnese e subì nei secoli differenti usi. Originariamente appartenente ai marchesi Franzoni, da cui deriverebbe la denominazione, fu dapprima occupato nel periodo francese di Napoleone Bonaparte dalle truppe d’oltralpe (1797) e in seguito convertito ad uso ospedaliero per le violente epidemie. Successivamente abbandonato, fu acquistato da un locale contadino emigrato in Argentina – Lazzaro Repetto – e dal 1907 adibito per la ricezione alberghiera. Nel 1931, grazie ad una sottoscrizione della popolazione, fu acquistato dal Comune di Lavagna divenendo così sede attuale della municipalità.
  • Palazzo Ravenna. Già convento dei frati carmelitani[11] fu, dopo alcuni lavori di modifica alla struttura, sede originaria del municipio. Dopo il trasferimento di quest’ultimo nel 1931 nell’attuale palazzo Franzoni, è sede odierna della biblioteca civica “Giovanni Serbandini” trasferita nei locali del palazzo dal 1994. All’interno dell’edificio vi si svolgono durante l’anno manifestazioni e mostre culturali.
  • Villa Spinola-Grimaldi. Edificata nel 1604 e di proprietà comunale, fu una delle più celebri dimore estive di famiglie nobili genovesi; secondo alcune fonti storiche qui soggiornò, in fuga da Napoli, il principe Francesco II delle Due Sicilie assieme alla moglie Maria Sofia di Baviera. Attualmente è sede del centro di neuroscienze dell’Università degli Studi di Genova.
  • Ponte della Maddalena. Conosciuto nel medioevo come “ponte de mari” e facente parte della storica via Aurelia, fu in origine costruito in legno per congiungere le due sponde del fiume Entella tra le cittadelle di Lavagna eChiavari. Completamente rifatto in pietra con tredici arcate nel 1210, da Ugo Fieschi, la famiglia fliscana ne mantenne il diritto di pedaggio fino alla metà del Quattrocento quando lo cedettero alla confraternita dei disciplinanti di San Francesco di Chiavari. Nel 2010, in occasione degli 800 anni di storia del ponte, lavori di recupero alla struttura (rifacimento e nuova illuminazione a led) ne hanno permesso la totale rivisitazione dell’antico attraversamento.
  • Porticato Bignardello, nella zona sottostante la basilica di Santo Stefano, realizzato nel 1897 dal concittadino Nicola Bignardello per congiungere, senza passare dall’ampia scalinata della chiesa, la piazza al monumentale cimitero cittadino.
  • Cimitero urbano monumentale di Lavagna, ubicato alle spalle della basilica di Santo Stefano. Per le sue statue, sculture, busti e tombe monumentali è considerato il secondo per importanza strutturale-artistica dopo il cimitero monumentale genovese di Staglieno.
  • Porta di Ponente o di Rezza, nei pressi del santuario di Nostra Signora del Carmine, l’unica superstite e antica porta d’accesso fra la cittadella medievale lavagnese e la località Madonna del Ponte.

Architetture militari

  • Torre del Borgo. Secondo alcune fontila sua edificazione, forse ad opera della famiglia nobiliare dei Fieschi, è risalente al XVI secolo come torre di avvistamento o di difesa. Dopo vari secoli in servizio per il borgo, dove fu persino adibita ad abitazione con cappella gentilizia, è ora sede della “Galleria artistica dell’ardesia” e della “Collezione Alloiso”. Qui si possono ammirare, oltre a oggetti in ardesia, ricche opere in ceramica e reperti archeologici provenienti da ogni parte del Tigullio. Nel sottostante giardino alla genovese vengono inoltre organizzate mostre culturali e concerti musicali.

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