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Sestri Levante 3

Sestri Levante

20Giu

Sestri Levante 2Sestri Levante (Séstri in ligure; Segesta Tiguliorum in latino) è un comune italiano di 18.626 abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Per la sua conformazione geografica viene definita localmente come la “città dei due mari”, essendo il centro storico sestrese affacciato sulle due baie “delle Favole” e “del Silenzio”. È il quarto comune del territorio metropolitano per numero di abitanti.

Geografia fisica

Il territorio di Sestri Levante è situato nella Riviera ligure di levante, e precisamente è una delle ultime località che si affacciano ad oriente sul Golfo del Tigullio, ad est di Genova.

Sorge sulla piana alluvionale del torrente Gromolo, a ridosso di un promontorio roccioso che viene solitamente chiamato “l’isola”, che, proteso verso il mare, è unito alla terraferma da un istmo e divide la “Baia delle Favole”, dove è stato ricavato il porto turistico e il cui nome venne attribuito dallo scrittore Hans Christian Andersen che qui soggiornò nel 1833, dalla più piccola ma ancora più suggestiva “Baia del Silenzio”.

Un’altra barriera prima delle spiagge della frazione di Riva Trigoso, che proseguono fino in località Borgo Renà, è costituita dal promontorio di Punta Manara e monte Castello (265 m). In località Renà sorge il caratteristico scoglio dell'”Assêu”, sormontato da una croce, e più ad est si trovano punta Baffe e monte Moneglia (521 m) che nascondono la vista di Vallegrande e del territorio di Moneglia.

Tra le due baie e l’istmo si sviluppa il centro storico, mentre la parte più moderna occupa la piana che, estendendosi tra il mare e le colline dell’entroterra, dividono Sestri Levante a nord dalla val Graveglia con il monte Bianco, alto 876 m, e a nord-est dalla val Petronio con il monte Caddio (390 m), monte Bomba (608 m) e monte Incisa (700 m); a nord-ovest il promontorio di Sant’Anna prosegue per un difficile ma suggestivo e panoramico crinale sul golfo del Tigullio, fino ai monti Costello (498 m), Zucchetto (614 m) e Capenardo (693 m).

L’attuale territorio comunale è costituito dall’area cittadina e da trentadue frazioni: Azaro, Balicca Ponterotto, Cascine, Fossa Lupara, Ginestra, Libiola, Loto, Montedomenico, Pila, Riva Trigoso, Rovereto, San Quillico, San Bartolomeo, San Bernardo, Santa Margherita di Fossa Lupara, Santa Vittoria di Libiola, Tassani, Trigoso, Vignolo, Villa Arpe, Villa Campomoneto, Villa Carmelo, Villa Costa, Villa Costarossa, Villa Fontane, Villa Manierta, Villa Rocca, Villa Rocche, Villa San Bernardino, Villa Scorza, Villa Staffora e Villa Zarello, per un totale di 33,62 km2.

Confina a nord con il comune di Ne, è bagnato a sud dal mar Ligure, ad ovest confina con Lavagna e il mar Ligure e ad est con Casarza Ligure e Moneglia.

Sestri levante

Storia

 Come molti altri borghi liguri la città sorse a partire dagli antichi popoli chiamati Liguri, più dettagliatamente detti Tigulli, da cui il nome dell’attuale zona geografica chiamata Tigullio.

Anticamente Sestri Levante era costituita da un isolotto che possedeva il promontorio attuale che a sud si trova a strapiombo sul mare. Questo isolotto fu, solamente in età moderna, unito alla terraferma da un sottileistmo formato dai depositi delle numerose e periodiche alluvioni del torrente Gromolo e dall’azione costante del mare.

In epoca romana è testimoniata con il nome di Segesta Tigulliorum o Segeste e divenne un importante centro commerciale, specie per i traffici marittimi; i vicini collegamenti stradali con il passo del Bracco e il colle di Velva permettevano infatti un notevole scambio di materie prime con l’entroterra delle valli Petronio, Graveglia, Vara e con la Lunigiana.

Il borgo è citato in un diploma del 909 del re Berengario, nel quale si cedeva parte del territorio alla basilica di san Giovanni di Pavia.

Decaduto durante il periodo delle invasioni barbariche, nell’epoca medievale il comune si espanse, allargandosi nella terraferma; precedentemente il nucleo era nato a ridosso del promontorio costruendo una fortezza naturale. Interessata nel 1070 come gli altri borghi del Tigullio dagli scontri navali tra Genova e la rivale Pisa, nel 1072, grazie all’alleanza delle due famiglie Malaspina e Fieschi, la proprietà del feudo fu assoggettata a queste famiglie sottraendolo, di fatto, dall’orbita politica genovese.

Ritornata sotto il controllo politico della Repubblica di Genova nel 1134, fu scelta come capoluogo della locale podesteria dal 1212 sotto la giurisdizione del capitaneato di Chiavari. Nel 1145, Genova acquistò dall’abbazia di San Colombano di Bobbio la parte più alta di Sestri e vi costruì un castello.

Un tentativo di assedio fu avviato dall’esercito di Lucca nel 1327, capitanato dal signore lucchese Castruccio Castracani, e si concluse negativamente. Riuscirono invece nell’intento i Visconti nel 1365, che, assediato il borgo, costituirono in zona un piccolo dominio territoriale. Sempre in epoca feudale anche Sestri Levante subì la rivalità tra le famiglie guelfe (i Solari) e ghibelline (i De Castello), con notevoli tafferugli locali. Fu la flotta navale dellaRepubblica di Venezia a tentare un nuovo assalto al feudo sestrese nel 1432, ma con un esito negativo come i toscani cent’anni prima. Danni e saccheggi crearono invece le due successive invasioni da parte dei pirati turchi esaraceni, rispettivamente nel 1542 e nel 1607.

Nel 1797, con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell’Entella, con capoluogo Chiavari, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798, Sestri Levante rientrò nel I cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Gromolo e Vara e dal 1803 centro principale del VII cantone del Gromolo nella Giurisdizione dell’Entella. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel III mandamento omonimo delCircondario di Chiavari facente parte dell’allora provincia di Genova.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Val Petronio, fino allo scioglimento della comunità.

Monumenti e luoghi d’interesse

 Architetture religiose

  • Basilica di Santa Maria di Nazareth nel capoluogo. Costruita nel XVII secolo, ha un pronao neoclassico. All’interno vengono esposte tele di epoca barocca e una Pietà lignea di Anton Maria Maragliano. Nel XVIII secolo, Sestri Levante spesso ospitò stabilmente il vescovo di Brugnato (alla cui diocesi Sestri Levante appartenne fino al 1959) e la chiesa di Santa Maria di Nazaret venne elevata a concattedrale, con il permesso per il vescovo di consacrare gli oli santi durante i riti pasquali.
  • Chiesa di San Nicolò dell’Isola nel capoluogo. La chiesa è l’edificio di culto più antico della città, costruito nel 1151 in stile romanico. Fino al XVII secolo fu la parrocchiale di Sestri Levante, titolo ora appartenente alla chiesa di Santa Maria di Nazaret. L’edificio fu trasformato in stile barocco nel corso del XV secolo riportando alla luce il primitivo stile architettonico. La facciata esterna fu rifatta nel Quattrocento e presenta un portale a pseudo protiro sormontato da una trifora; ai lati dell’edificio sono presenti epigrafi ed antiche lapidi del Medioevo. Il campanile con cuspide piramidale ha la cella campanaria a bifore. L’interno, in stile gotico, è composto da tre navate divise da colonne con capitelli cubici.
  • Chiesa parrocchiale di Santo Stefano del Ponte nel capoluogo. La costruzione della chiesa risale all’epoca paleocristiana, anche se della chiesa d’origine non sono rimasti, almeno in superficie, resti. La costruzione presente, che in seguito venne ampliata e arricchita, risale al XVIII secolo.
  • Chiesa dell’Immacolata Concezione nel capoluogo. Sita in posizione elevata sul livello del mare, nei pressi della Baia del Silenzio è una costruzione del 1688 eretta in stile medievale con la caratteristica facciata a fasce bianche e nere. Alla struttura è annesso il convento dei Cappuccini. Al suo interno sono conservati una statua in legno dell’Immacolata del XVIII secolo sull’altare maggiore, un dipinto di Domenico Fiasella ritraente Il miracolo di sant’Antonio da Padova e sempre dello stesso pittore la tela raffigurante San Felice da Cantalice che riceve dalla Vergine il Bambino Gesù.
  • Chiesa di San Pietro in Vincoli nel capoluogo. Sita nel cuore dell’antico borgo sestrese, in vico Macelli, fu costruita dai Padri Cappuccini nel 1640 con l’annessa struttura conventuale. La nuova urbanizzazione di Sestri Levante negli anni successivi, che non permetteva più ai frati un corretto isolamento, fece sì che questi ultimi preferirono trasferirsi in un’altra località vendendo, nel 1686, la struttura ai Preti Secolari di San Pietro in Vincoli.
  • Chiesa dell’Istituto delle suore maestre pie, nel capoluogo. Antico monastero delle Monache Turchine, è posto lungo la sommità del promontorio, nei pressi dell’antica porta orientale dell’Isola, e la sua fondazione è risalente al 1658 quando giunse a Sestri Levante l’ordine religioso monastico. La struttura, ampliata e ricostruita più volte nel corso dei secoli, fu sul finire del XVIII secolo abbandonata dalle monache per la soppressione imposta nel 1798 dalla nuova dominazione napoleonica. Nel 1829 l’edificio ospiterà le suore della Presentazione tuttora insediate nell’antico monastero.
  • Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio, nel capoluogo. La struttura presente risale agli anni sessanta del XX secolo, ad opera dell’architetto Ceschi, ma sul luogo dell’odierno tempio già sorsero in passato diversi edifici religiosi. Qui era presente un antico oratorio dei Santi Giovanni Evangelista ed Antonio e furono i frati minori conventuali che, nel 1647, vi costruirono una nuova chiesa omonima. Divenuta possedimento del clero secolare nel 1798 fu dichiarata succursale della basilica di Santa Maria di Nazareth nel 1855 e nel 1948 elevata al titolo di parrocchiale con l’istituzione dell’omonima parrocchia.
  • Tempio-santuario eucaristico mariano di Cristo Re nel capoluogo. Edificato tra il 1929 e il 1933 è attiguo alla casa dell’Opera Madonnina del Grappa.
  • Convento dell’Annunziata nel capoluogo. Risalente al XV secolo l’ex convento, dopo essere stato una celebre colonia marina, è ora sede di conferenze culturali.
  • Risalendo verso il promontorio sestrese sono ancora oggi visibili i resti dell’antico oratorio di Santa Caterina, eretto nel 1578 e devastato pesantemente durante i bombardamenti aerei del 1944 nella seconda guerra mondiale.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Margherita nella frazione di Fossa Lupara. La precedente chiesa parrocchiale si trovava sul luogo dove oggi è ubicato il cimitero di Fossalupara; l’edificio fu demolito nel 1739, quindi ricostruito e consacrato da monsignor Giuseppe Stella il 27 agosto 1958. La sua parrocchia è risalente al 1060 e una volta soppressa fu incorporata nella comunità di Santo Stefano del Ponte; fu nuovamente istituita dalla diocesi di Brugnato nel 1678.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Vittoria nella frazione di Libiola. Secondo le fonti storiche sarebbe sorta nell’XI secolo. Divenne parrocchia-prioria monastica i cui padri poi dipesero dall’abbazia di San Fruttuoso fra il 1308 ed il1399. Fu ad opera dell’arciprete protempore di San Martino d’Albaro di Genova, e tramite la nobile famiglia genovese dei Bernabò Brea, che la chiesa fu elevata al titolo abbaziale. Al suo interno sono conservate le antiche reliquie della santa.
  • Chiesa parrocchiale di San Giacomo nella frazione di Loto. La sua comunità fu presente, secondo alcune fonti, già dal 1540 e tra il 1583 e il 1835 ebbe sotto la sua “cura d’anime” anche la parrocchia di Sambuceto. Dal1939 ha il titolo di prevostura.
  • Chiesa parrocchiale di San Paolo nella frazione di Pila. Eretta in epoca contemporanea e consacrata il 26 ottobre 1980 dal vescovo della diocesi di Chiavari monsignor Daniele Ferrari, la sua comunità parrocchiale fu distaccata dalla comunità di Santa Margherita di Fossalupara nel 1955 su decisione di monsignor Giuseppe Stella della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro apostolo nella frazione di Riva. Edificata tra il 1861 e il 1863 è parrocchia dal 1874. Negli ultimi tempi ha aggiunto alla sua architettura la decorazione a mosaico del piazzale antistante e i portoni in bronzo. È abbellita da un pregevole organo del 1896, costruito dall’organaro pistoiese Filippo Tronci.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Sabina nella frazione di Trigoso. Presente secondo alcune fonti già dal VII secolo, fu rifatta nel 1642. Di particolare rilievo artistico è l’antistante sagrato a mosaico realizzato ciottoli di mare, ripreso nel 1998 dall’originale realizzato nell’Ottocento.
  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo nella frazione di San Bartolomeo della Ginestra. L’edificio parrocchiale è situato nell’omonima frazione sestrese ed è conosciuta anche con l’appellativo di santuario di Nostra Signora del Soccorso, titolo che le venne attribuito nel 1750. La struttura presente risale alla ricostruzione avvenuta nel 1838, alla cui posa della prima pietra partecipò sant’Antonio Maria Gianelli.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo di Chiaravalle nella frazione di San Bernardo delle Cascine. Le prime notizie ufficiali sull’esistenza della primitiva chiesa, dedicata originariamente a san Quirico, risalgono al 1151. L’odierna parrocchiale, oggi dedicata a san Bernardo, è risalente alla successiva ricostruzione avvenuta nel 1636.

Architetture civili

  • Palazzo Durazzo-Pallavicini. Sede del municipio, è ubicato nella centrale piazza Giacomo Matteotti, quest’ultima cuore del primario borgo medievale di Sestri Levante. Il palazzo fu eretto nella seconda metà del XVII secoloe conserva nella sala del consiglio, al secondo piano, un dipinto del pittore Francesco Bassano ritraente l’Adorazione dei Magi.
  • Palazzo Fascie Rossi, nel centro storico, sede della biblioteca civica e dal 2013 del museo archeologico della città.
  • Palazzo Durazzo-Cattaneo Della Volta. Già palazzo dei Doria, edificato alla metà del XV secolo, è una costruzione del XVIII secolo e conserva un’annessa e coeva cappelletta, opera di Giacomo Gaggini su commissione del proprietario Giuseppe Maria Durazzo nel 1725; alla lavorazione della cappella collaborò pure Gio Antonio Ricca. All’interno presenta diverse nicchie nei pilastri della cupola emisferica, quest’ultima ricoperta da squame policrome e sormontata da un lanternino, dove sono ubicate alcune statue in stucco dello stesso Gaggini raffiguranti i santi Gioacchino e Anna, sant’Elisabetta e san Giuseppe con Gesù Bambino.
  • Palazzo Negrotto-Cambiaso.
  • Villa Brignole-Balbi. Antica residenza gentilizia, fu edificata nel corso del XVII secolo presso il lungomare sestrese. Oggi convertita ad uso alberghiero, così come attigui palazzi nobiliari del viale, presenta nella proprietà interna un pregevole parco-giardino all’italiana.
  • Villa Durazzo-Solari-Serlupi, ora Rimassa. Edificata per volere di Cesare Durazzo, doge della Repubblica di Genova nel biennio 1665-1667, la villa ospitò nel febbraio del 1784 l’imperatore Giuseppe II.
  • Villa Sertorio.
  • Villa Serlupi d’Ongran (o Villa Teca), già Spinola già Pallavicino.
  • Castelli Gualino, oggi Hotel dei Castelli, sul promontorio di Sestri Levante. Si tratta di tre edifici in stile neo-medioevale edificati tra il 1925 e il 1929 dagli architetti Clemente e Michele Busiri Vici con la consulenza del critico d’arte Lionello Venturi, su committenza dell’industriale piemontese Riccardo Gualino. Il Castello dei Cipressi era destinato a residenza della famiglia Gualino, il Castello dei Lecci a foresteria, e il Castello delle Agavi a locale di servizio e alloggio della servitù. Furono trasformati in albergo nel 1950.
  • Villa Fieschi con piccola cappella fondata nel 1270 dal cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V.
  • Villa Pallavicini presso la frazione di Santa Vittoria di Libiola.
  • Ponte medioevale, a schiena d’asino, sovrastante il torrente Gromolo tra l’abitato sestrese e Santo Stefano del Ponte.
  • Cinque ponti in località Valle del Fico di probabile origine romana, restaurati nel Medioevo, lungo il percorso che dalla cappella di San Sebastiano sale ai ruderi di Sant’Anna facente parte della via Emilia Scauri(successivamente chiamata Aurelia).

Architetture militari

Nei pressi del promontorio, dove oggi sorge il parco del Grand Hotel dei Castelli, sorgeva il castello eretto dalla Repubblica di Genova nel 1145. L’antica fortezza genovese fu in parte ricostruita nel 1440 e trasformata interamente in cimitero nel corso del 1810 fino alla sua completa demolizione nei primi anni del XX secolo.

Tra il 1925 e il 1928 verranno eretti i cosiddetti “Castelli Gualino” imitando l’antico stile medievale e ad oggi convertiti ad uso alberghiero; la struttura è collegata con il sottostante porticciolo mediante l’ausilio di un ascensore.

Portali

Nel cuore del centro storico cittadino si possono notare numerosi portali d’ardesia del XIV secolo, specie in via XXV Aprile – il “carrugio” per i sestresi – ancora oggi importante asse commerciale delle attività artigianali.

Vernazza

Cinque Terre

16Giu

Le Cinque Terre (Çinque Tære in ligure) sono un frastagliato tratto di costa della riviera ligure di levante situato nel territorio della provincia di La Spezia tra Punta Mesco e Punta di Montenero, nel quale si trovano cinque borghi o, come si diceva anticamente, terre, qui elencati da ovest verso est: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore. Sono parte della Riviera ligure e più precisamente del tratto della Riviera di levante (Riviera spezzina).

Dal 1997 fanno parte della lista dei Patrimoni dell’umanità dell’Unesco, con la seguente motivazione: “La riviera ligure orientale delle Cinque Terre è un paesaggio culturale di valore eccezionale che rappresenta l’armoniosa interazione stabilitasi tra l’uomo e la natura per realizzare un paesaggio di qualità eccezionale, che manifesta un modo di vita tradizionale millenario e che continua a giocare un ruolo socioeconomico di primo piano nella vita della società”.

MonterossoMonterosso

Monterosso al Mare è il borgo più grande delle Cinque Terre e anche quello documentato per primo (1056). Composto da due insediamenti, il borgo vecchio e Fegina, la parte più turistica, Monterosso al Mare vanta importanti monumenti.
Tra questi la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista, di fronte alla quale sorgeva il medievale Palazzo del Podestà, di cui restano alcune tracce. Di grande importanza, sul colle dei Cappuccini, il castello dei Fieschi e il monastero la cui chiesa intitolata a San Francesco, contiene opere d’arte d’inestimabile valore, tra cui tele attribuite a Van Dick, Cambiaso, Piola e Guido Reni.
A Fegina si segnalano Villa Montale, dove soggiornò il premio Nobel per la Letteratura, e il Gigante, imponente statua in cemento armato costruita agli inizi del Novecento che, in origine, sorreggeva sulle spalle una terrazza a forma di conchiglia.

VernazzaVernazza

Da molti considerata la più suggestiva delle Cinque Terre, Vernazza è documentata per la prima volta nel 1080. Il notevole livello economico e sociale raggiunto dal borgo già nel Medioevo è ancora oggi testimoniato dalla conformazione urbanistica e dalla presenza di elementi architettonici di grande pregio, come logge, chiese, case-torri e porticati. Il paese è dominato dai resti del “castrum”, una serie di fortificazioni medievali risalenti all’XI secolo, con un castello e una torre cilindrica. L’abitato è costituito da abitazioni separate tra loro da un’unica via centrale e, perpendicolarmente, da ripide scalinate dette “arpaie”. Il monumento storico di maggior rilievo è Santa Margherita di Antiochia, una chiesa di stile romanico-genovese, la cui costruzione risale al XIII secolo, e in cui sono riconoscibili un corpo medievale e uno rinascimentale.

CornigliaCorniglia

Corniglia, unico paese delle Cinque Terre non a contatto con il mare, sorge sopra un promontorio roccioso. Le sue case, basse e larghe, assomigliano più a quelle dell’entroterra che alle tipiche abitazioni costiere, a testimonianza che la tradizionale vocazione del paese è da sempre più rivolta alla terra che al litorale. Il monumento più importante del borgo è la Chiesa di San Pietro, di stile gotico-genovese, edificata intorno al 1350 sui resti di un precedente edificio. La sua facciata, impreziosita da un rosone in marmo, è arricchita da molte decorazioni, tra cui un bassorilievo che raffigura un cervo, l’emblema del paese. Interessanti sono anche l’Oratorio dei Disciplinati, risalente al Settecento e da cui si gode una vista mozzafiato sul mare, e il largo Taragio, la piccola piazza principale di Corniglia, vero e proprio cuore pulsante del borgo.

ManarolaManarola

Frazione di Riomaggiore, Manarola è un gioiello urbanistico, ricca com’è delle tipiche case-torri, di stile genovese. Fondato durante il XII secolo, il borgo deriva probabilmente il suo nome da un’antica “magna roea”, una grande ruota di mulino presente in paese. Le prime testimonianze sul paese, risalenti al Duecento, sono relative alle vicende dei Fieschi, mentre nel XVI secolo si ha notizia di una sua strenua resistenza alle incursioni dei pirati. Il monumento principale della frazione è la chiesa di San Lorenzo, la cui costruzione risale al 1338 ad opera degli abitanti di Manarola e di Volastra, come ricorda la lapide sulla facciata. La pianta è a tre navate, mentre la facciata è impreziosita da un rosone di dodici colonne. Importante anche il campanile staccato dal corpo principale della chiesa probabilmente perché, in origine, aveva compiti difensivi.

RiomaggioreRiomaggiore

Le prime notizie di Riomaggiore si hanno solo nel 1251, quando gli abitanti del distretto di Carpena, sparsi a mezza costa, giurarono fedeltà alla Repubblica di Genova. Tra il Duecento e il Trecento gli abitanti di questi insediamenti decisero di scendere verso il mare e dare vita al paese. Uno spostamento che fu favorito dal consolidamento del dominio genovese che consentì un più tranquillo accesso al mare sul quale poter sviluppare commerci veloci e sicuri. Riomaggiore vanta monumenti di grande interesse, tra cui San Giovanni Battista, una chiesa eretta nel 1340 a tre navate con quella centrale doppia rispetto alle laterali (come le altre chiese delle Cinque Terre), e l’Oratorio di Santa Maria Assunta che ospita un Trittico quattrocentesco e una statua lignea del Trecento raffigurante la Madonna. Importante è anche il Castello che domina il centro storico.

Lavagna

Lavagna

16Giu

Lavagna 3Lavagna è situata nel cuore della Riviera di Levante, a 49 Km da Genova. Vive soprattutto di turismo grazie principalmente alla sua posizione geografica: affacciata sulla sponda dell’Entella e situata in una suggestiva cornice di colline ricoperte di ulivi, pini e castagni discendenti verso il mare dove una spiaggia sabbiosa si estende rettilinea per 5 km, la più lunga della Riviera di Levante.Il centro abitato è attraversato dal Carruggio (via Roma) che si apre sulla meravigliosa Piazza Marconi, dominata dalla basilica di S.Stefano e dall’elegante Porticato Brignardello. Lavagna è la città dei Fieschi, potente famiglia nobile che, in competizione con i genovesi Doria, ha tracciato la storia della Liguria ai tempi del Medio Evo. Bellezze di Lavagna da menzionare sono la Torre del Borgo, la chiesa di S. Giulia di Centaura, Casa Carbone, Villa Spinola-Grimaldi e l’Oasi Faunistica dell’Entella. Lavagna è anche la città dell’ardesia; qui fu estratta per la prima volta oltre un millennio fa, e diffusa in tutto il mondo.

Geografia fisica

La cittadina si sviluppa nella piana alluvionale sinistra del fiume Entella lungo la costa della Riviera ligure di levante, nel Tigullio orientale. Ubicato ad est di Genova, l’odierno abitato si sviluppa, oltre allo storico insediamento medievale, lungo il suo entroterra chiuso a monte da una serie di colline coltivate prevalentemente ad uliveti.

Il territorio comunale è costituito, oltre il capoluogo, dalle quattro frazioni di Barassi, Cavi di Lavagna, Santa Giulia di Centaura e Sorlana per un totale di 13,88 km2. Confina a nord con i comuni di Cogorno e Ne, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Chiavari e ad est con Ne e Sestri Levante, da cui è divisa dalle gallerie di Sant’Anna.

Lavagna 2

Storia

Il borgo, a differenza della vicina Chiavari che presenta evidenze pre-romane, pare essersi sviluppato in epoca romana con il nome latino di Lavania. Il nome è rimasto nei secoli inalterato fino a trasformarsi nei secoli successivi nell’attuale toponimo di Lavagna.

Secondo fonti storiche locali in epoca longobarda venne affidata ai monaci dell’abate irlandese san Colombano, i quali, sotto la direzione dell’abbazia di San Colombano di Bobbio, ne promuoveranno lo sviluppo.

Contea dei carolingi e soggetta successivamente ai vescovi di Genova, fu roccaforte feudale del nascente ramo nobiliare della famiglia dei Fieschi creando, fino al 1198, una sorta di indipendenza giurisdizionale e politica da Genova. Questa famiglia, che avrà come sede il vicino borgo di San Salvatore di Cogorno, costruirà un vasto dominio nobiliare nel levante ligure ed entroterra chiavarese.

Durante il medioevo innumerevoli furono gli scontri politici per il dominio di questa parte del levante ligure tra i Fieschi e la Repubblica di Genova che aveva nella vicina Chiavari una sempre fedele alleata e un caposaldo difensivo di confine. Sicuramente i più forti antagonisti della famiglia fliscana si rivelarono i Doria, signori della repubblica genovese. Quando il borgo si costituì in libero comune, intorno al XII secolo, i signori fliscani continuarono – nei limiti – a svolgere il compito amministrativo e politico della cittadina. Nel XIV secolo, con l’assorbimento dei Fieschi nella più alta nobiltà genovese, si avviò un progressivo ridimensionamento dei domini lavagnesi.

Nel 1564 fu saccheggiata dall’ammiraglio turco Dragut, subendo devastazioni come in altre vicine località della costa del Tigullio già colpite dal “pirata saraceno” negli anni prima.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte la costituita municipalità rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento dell’Entella, con capoluogo Chiavari, all’interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Lavagna rientrò nel II cantone, come capoluogo, della Giurisdizione dell’Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell’Entella nella Giurisdizione dell’Entella. Annessa alPrimo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserita nel Dipartimento degli Appennini con capoluogo ancora Chiavari.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d’Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nell’VIII mandamento omonimo del circondario di Chiavari dell’allora provincia di Genova. Con regio decreto del 12 maggio 1889 fu elevata al titolo di Città.

Monumenti e luoghi d’interesse

Architetture religiose

  • Basilica collegiata di Santo Stefano nel capoluogo. Sede pievana dal X secolo e collegiata dal 1610, l’odierna chiesa fu ricostruita intorno al 1653 sotto la direzione dell’architetto ticinese Giovanni Battista Ghiso. I due campanili laterali della facciata furono completati nel 1657: a sinistra il campanile della parrocchia con il suo concerto di 8 campane e a destra quello del comune con la campana civica. Alle spalle della chiesa è ubicato il monumentale cimitero che, per le sue sculture funebri, è considerato uno dei più pregevoli e importanti del territorio.
  • Santuario di Nostra Signora del Carmine nel capoluogo. L’attuale edificio fu costruito tra il 1617 e il 1631 ad opera dei Carmelitani scalzi. Riaperta al culto religioso nel 1806, dopo la soppressione e allontanamento dell’ordine religioso per i noti decreti napoleonici, subì notevoli interventi di restauro e rifacimento nel 1835. L’annesso convento, oggi di proprietà comunale, è la sede della biblioteca civica “Giovanni Serbandini Bini”.
  • Santuario di Nostra Signora del Ponte nel capoluogo. Deve il suo nome al fatto di essere stata costruita ai piedi di un antico ponte in legno (trasformato in pietra per opera di Ugo Fieschi) che attraversa l’Entella. La sua storia e quella del ponte procedono di pari passo per molto tempo. Inizialmente i Fieschi fecero collocare sul ponte un altare con l’effigie di sant’Erasmo; successivamente fu edificata una cappella e gli stessi signori fliscani fecero sostituire l’immagine del santo con un quadretto raffigurante la Madonna. Su quella costruzione, più volte rimaneggiata, fu riedificata e consacrata nel 1492 l’attuale chiesa, ad una sola navata. Sul prospetto è visibile un grande affresco della Madonna della Misericordia; l’opera di Lorenzo Fasolo è stata recentemente restaurata. Il campanile, in stile simil gotico, raggiunge i 40 metri di altezza e ospita un concerto di 8 campane in RE. La chiesa fu particolarmente cara alla famiglia Savoia; la regina Margherita la visitò personalmente e le donò alcuni paramenti sacri; l’evento è ricordato in un affresco sopra la porta d’ingresso.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Maria Madre della Chiesa nel capoluogo. Edificata nel 1974 e dedicata l’8 settembre del 1977, fu smembrata dalla parrocchia di Santo Stefano nel 1967 e creata parrocchia autonoma il 22 agosto del 1968. All’interno sono conservati una statua in legno policroma della Madonna, datata alla fine del XVIII secolo e restaurata nel 1980, un crocifisso in legno di noce ed una Via Crucis dello scultore lavagnese Francesco Dallorso.
  • Oratorio della Santissima Trinità nel capoluogo. Situato in prossimità del centro storico lavagnese e risalente al XV secolo, l’oratorio fu nei secoli sede della locale confraternita della Santissima Trinità operante nell’assistenza ai poveri, al riscatto degli schiavi e alle funzioni liturgiche dei defunti; ancora oggi sono conservati gli scranni lungo le pareti dove si sedevano i confratelli durante le riunioni. All’interno sono custoditi una decina di cristi processionali, tra cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano, diversi dipinti del pittore Luca Cambiaso e un organo del XVIII secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Barassi. In origine dedicata a san Eufemiano, così come attesta una bolla pontificia di papa Innocenzo VIII, la comunità parrocchiale fu assegnata ai padri olivetani diQuarto dei Mille, i quali, nel 1660, costruirono l’odierno edificio parrocchiale.
  • Chiesa parrocchiale della Santissima Concezione nella frazione di Cavi di Lavagna. Costruita nel 1757 e decorata da marmi lavorati, fu anticamente succursale della vicina parrocchia di Santa Giulia di Centaura. Fu nel 1797 che venne resa indipendente da quest’ultima dall’arcivescovo di Genova monsignor Giovanni Lercari.
  • Chiesa di Gesù Risorto nella frazione di Cavi di Lavagna, nella località di Arenelle.
  • Chiesetta di San Eufemiano nella località di Cerreto. Antica parrocchiale della località, succursale della parrocchiale di Barassi, è citata in alcuni documenti storici del XIII secolo e fu eremo dei monaci benedettini olivetani. Caduta successivamente in disuso, fu rimaneggiata nel 1987. La piccola chiesa, posta a 250 metri s.l.m., è raggiungibile a piedi attraverso un apposito sentiero.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Giulia di Centaura nella frazione omonima. La parrocchiale, secondo alcune fonti, conserva le reliquie di santa Giulia portate nel 1724.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta nella frazione di Sorlana. Fu inizialmente sottoposta ai territori della diocesi di Brugnato e in seguito aggregata alla comunità parrocchiale di Santa Giulia. Nel 1909 acquisì una propria autonomia e fu creata rettoria con decreto vescovile di monsignor Fortunato Vinelli della diocesi di Chiavari datato al 31 agosto.

Architetture civili

  • Palazzo Franzoni. Il palazzo, eretto nel 1696 e oggi sede del municipio, è considerato uno dei più importanti e celebri nel panorama lavagnese e subì nei secoli differenti usi. Originariamente appartenente ai marchesi Franzoni, da cui deriverebbe la denominazione, fu dapprima occupato nel periodo francese di Napoleone Bonaparte dalle truppe d’oltralpe (1797) e in seguito convertito ad uso ospedaliero per le violente epidemie. Successivamente abbandonato, fu acquistato da un locale contadino emigrato in Argentina – Lazzaro Repetto – e dal 1907 adibito per la ricezione alberghiera. Nel 1931, grazie ad una sottoscrizione della popolazione, fu acquistato dal Comune di Lavagna divenendo così sede attuale della municipalità.
  • Palazzo Ravenna. Già convento dei frati carmelitani[11] fu, dopo alcuni lavori di modifica alla struttura, sede originaria del municipio. Dopo il trasferimento di quest’ultimo nel 1931 nell’attuale palazzo Franzoni, è sede odierna della biblioteca civica “Giovanni Serbandini” trasferita nei locali del palazzo dal 1994. All’interno dell’edificio vi si svolgono durante l’anno manifestazioni e mostre culturali.
  • Villa Spinola-Grimaldi. Edificata nel 1604 e di proprietà comunale, fu una delle più celebri dimore estive di famiglie nobili genovesi; secondo alcune fonti storiche qui soggiornò, in fuga da Napoli, il principe Francesco II delle Due Sicilie assieme alla moglie Maria Sofia di Baviera. Attualmente è sede del centro di neuroscienze dell’Università degli Studi di Genova.
  • Ponte della Maddalena. Conosciuto nel medioevo come “ponte de mari” e facente parte della storica via Aurelia, fu in origine costruito in legno per congiungere le due sponde del fiume Entella tra le cittadelle di Lavagna eChiavari. Completamente rifatto in pietra con tredici arcate nel 1210, da Ugo Fieschi, la famiglia fliscana ne mantenne il diritto di pedaggio fino alla metà del Quattrocento quando lo cedettero alla confraternita dei disciplinanti di San Francesco di Chiavari. Nel 2010, in occasione degli 800 anni di storia del ponte, lavori di recupero alla struttura (rifacimento e nuova illuminazione a led) ne hanno permesso la totale rivisitazione dell’antico attraversamento.
  • Porticato Bignardello, nella zona sottostante la basilica di Santo Stefano, realizzato nel 1897 dal concittadino Nicola Bignardello per congiungere, senza passare dall’ampia scalinata della chiesa, la piazza al monumentale cimitero cittadino.
  • Cimitero urbano monumentale di Lavagna, ubicato alle spalle della basilica di Santo Stefano. Per le sue statue, sculture, busti e tombe monumentali è considerato il secondo per importanza strutturale-artistica dopo il cimitero monumentale genovese di Staglieno.
  • Porta di Ponente o di Rezza, nei pressi del santuario di Nostra Signora del Carmine, l’unica superstite e antica porta d’accesso fra la cittadella medievale lavagnese e la località Madonna del Ponte.

Architetture militari

  • Torre del Borgo. Secondo alcune fontila sua edificazione, forse ad opera della famiglia nobiliare dei Fieschi, è risalente al XVI secolo come torre di avvistamento o di difesa. Dopo vari secoli in servizio per il borgo, dove fu persino adibita ad abitazione con cappella gentilizia, è ora sede della “Galleria artistica dell’ardesia” e della “Collezione Alloiso”. Qui si possono ammirare, oltre a oggetti in ardesia, ricche opere in ceramica e reperti archeologici provenienti da ogni parte del Tigullio. Nel sottostante giardino alla genovese vengono inoltre organizzate mostre culturali e concerti musicali.
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